Il 18 maggio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 21 aprile 2026, n. 81, che recepisce la Direttiva UE 2024/1203 sulla protezione penale dell’ambiente. L’entrata in vigore, fissata per il 2 giugno 2026, segna un ampliamento significativo del quadro sanzionatorio e dell’area di rischio per imprese e organizzazioni.
Le novità principali del decreto
Il provvedimento introduce un’estesa revisione dei reati ambientali e delle responsabilità correlate.
Viene previsto un reato specifico per l’immissione o la circolazione sul mercato di prodotti in grado di compromettere aria, acqua, suolo, habitat, biodiversità ed ecosistemi.
Le fattispecie vengono ridefinite con:
Si estende la rilevanza penale nelle aree più critiche per le imprese: gestione irregolare dei rifiuti, spedizioni transfrontaliere, scarichi industriali, emissioni in atmosfera e utilizzo di sostanze pericolose.
Il decreto introduce reati autonomi riguardanti la produzione, commercializzazione, importazione ed uso di tali sostanze.
Con l’art. 452-quinquiesdecies, l’abusività include ora:
Il legislatore incrementa gli strumenti repressivi introducendo:
L’aumento delle fattispecie penalmente rilevanti impone alle imprese di aggiornare:
Impatto per le imprese
La riforma riafferma la centralità della compliance ambientale nei sistemi di governance. Nei settori più esposti : industriale, waste management, logistica, energia, chimica, costruzioni, agroalimentare e manifatturiero, diventa prioritario:
GMG Group affianca le imprese in tutte le attività di adeguamento ai nuovi requisiti, attraverso competenze specialistiche in materia di compliance, Modelli 231, auditing e gestione del rischio ambientale.